FESTA NAZIONALE DI MONACO: un'immancabile tradizione
Maria Bologna | Jeudi 19 Novembre 2009
Terminati oggi i festeggiamenti, tra eleganza e tradizione
Come di consueto dal 1951, ogni 19 novembre il Principato di Monaco, addobbato quasi ovunque di rosso e bianco come la sua bandiera, festeggia la sua Festa Nazionale Monegasca.
Diversamente da altri stati pero' l’evento è in realtà preceduto da numerose manifestazioni che si svolgono per piu’ giorni; feste, concerti, fuochi d’artificio e assegnazioni di medaglie al merito convergono immancabilmente infine alla cerimonia che avviene proprio l’ultimo giorno, il 19 novembre appunto, con la tradizionale “Grand’Messe d’Action de Grace”, funzione religiosa celebrata alle 10H00 in punto nella Cattedrale di Monaco.
Tutto segue da sempre un protocollo preciso e ogni dettaglio è curato con grande attenzione. Come i fiori che hanno decorato l'interno della chiesa, allestita all’occasione sapientemente con centinaia di gerbere rosse e bianche, secondo la direzione di Mme Silvie Pastor, coadiuvata da una ventina di membri del Garden Club di Monaco. O le musiche di Mozart, Mendelssoh e Carol eseguite, tra gli altri, dall'Orchesta Filarmonica di Monte-Carlo e dai Piccoli Cantori di Monaco sotto la direzione del Maestro Pierre Debat. Grande attesa, tra gli invitati ed il pubblico che attendeva all'esterno, per l’arrivo della famiglia principesca, che non ha tardato all'appuntamento.
Applausi e sventolamento di bandiere non sono mancati alla comparsa di SAS il Principe Alberto II accompagnato dalle eleganti sorelle Carolina e Stéphanie, esempi entrambe di non comune eleganza ma quest’anno notate per essere state ancora meno avare di sorrisi, fin dal loro arrivo.
Terminata la funzione religiosa, tutti in piazza per assstere alle decorazioni assegnate alle forze pubbliche, mentre il protocollo prevedeva la folkloristica sfilata della brigata dei carabinieri, pompieri e polizia di Monaco, seguita infine dalla brillante fanfara che ha animato la corte interpretando alcuni brani classici secondo ritmi jazz inconsueti ma piacevoli.
A conclusione immancabile il richiamo al Sovrano alla finestra del pubblico presente, dei sudditi e dei bambini confusi fra un mare di cappellini e abiti dai colori piu’ glamour come il lilla ed il viola.
A tale affetto il Principe ‘Umanista’, definizione attribuitagli dalla recente biografia a lui dedicata e scritta dalla sua consigliera incaricata alla comunicazione, Christiane Stahl, è abituato e per questo sa bene come comportarsi non disattendendo le aspettative. E, ai numerosi applausi ancora oggi, il garbato Principe Alberto e le sue sorelle, circondate da figli e figlie affacciati anche loro dal primo piano del Palazzo Grimaldi illuminato da un pallido e tiepido sole, hanno risposto con altrettanto affetto alla prolungata acclamazione popolare, dispensando infine saluti a tutti, come da generazioni i monegaschi sono stati abituati.
Del resto per chi vive nel Principato di Monaco è rassicurante sapere che, in occasioni come queste, il Sovrano e i suoi familiari sia richiesto di stare alla finestra, per guardare ed essere guardati: è una tradizione che non deve cambiare e che dà grande valore alla festa nazionale monegasca. Ma è pure evento mediatico internazionale tanto che è impossibile non esserci, di persona o virtualmente, in tempo reale, grazie al progresso della comunicazione.
Diversamente da altri stati pero' l’evento è in realtà preceduto da numerose manifestazioni che si svolgono per piu’ giorni; feste, concerti, fuochi d’artificio e assegnazioni di medaglie al merito convergono immancabilmente infine alla cerimonia che avviene proprio l’ultimo giorno, il 19 novembre appunto, con la tradizionale “Grand’Messe d’Action de Grace”, funzione religiosa celebrata alle 10H00 in punto nella Cattedrale di Monaco.
Tutto segue da sempre un protocollo preciso e ogni dettaglio è curato con grande attenzione. Come i fiori che hanno decorato l'interno della chiesa, allestita all’occasione sapientemente con centinaia di gerbere rosse e bianche, secondo la direzione di Mme Silvie Pastor, coadiuvata da una ventina di membri del Garden Club di Monaco. O le musiche di Mozart, Mendelssoh e Carol eseguite, tra gli altri, dall'Orchesta Filarmonica di Monte-Carlo e dai Piccoli Cantori di Monaco sotto la direzione del Maestro Pierre Debat. Grande attesa, tra gli invitati ed il pubblico che attendeva all'esterno, per l’arrivo della famiglia principesca, che non ha tardato all'appuntamento.
Applausi e sventolamento di bandiere non sono mancati alla comparsa di SAS il Principe Alberto II accompagnato dalle eleganti sorelle Carolina e Stéphanie, esempi entrambe di non comune eleganza ma quest’anno notate per essere state ancora meno avare di sorrisi, fin dal loro arrivo.
Terminata la funzione religiosa, tutti in piazza per assstere alle decorazioni assegnate alle forze pubbliche, mentre il protocollo prevedeva la folkloristica sfilata della brigata dei carabinieri, pompieri e polizia di Monaco, seguita infine dalla brillante fanfara che ha animato la corte interpretando alcuni brani classici secondo ritmi jazz inconsueti ma piacevoli.
A conclusione immancabile il richiamo al Sovrano alla finestra del pubblico presente, dei sudditi e dei bambini confusi fra un mare di cappellini e abiti dai colori piu’ glamour come il lilla ed il viola.
A tale affetto il Principe ‘Umanista’, definizione attribuitagli dalla recente biografia a lui dedicata e scritta dalla sua consigliera incaricata alla comunicazione, Christiane Stahl, è abituato e per questo sa bene come comportarsi non disattendendo le aspettative. E, ai numerosi applausi ancora oggi, il garbato Principe Alberto e le sue sorelle, circondate da figli e figlie affacciati anche loro dal primo piano del Palazzo Grimaldi illuminato da un pallido e tiepido sole, hanno risposto con altrettanto affetto alla prolungata acclamazione popolare, dispensando infine saluti a tutti, come da generazioni i monegaschi sono stati abituati.
Del resto per chi vive nel Principato di Monaco è rassicurante sapere che, in occasioni come queste, il Sovrano e i suoi familiari sia richiesto di stare alla finestra, per guardare ed essere guardati: è una tradizione che non deve cambiare e che dà grande valore alla festa nazionale monegasca. Ma è pure evento mediatico internazionale tanto che è impossibile non esserci, di persona o virtualmente, in tempo reale, grazie al progresso della comunicazione.
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